DA CONSIDERARE

24 novembre 2015

Mondo a una dimensione

Nella mailing list  di DEPORTATI MAI PIÙ è stata inviata da Marco Lombardi questa interessante considerazione che riproponiamo:

 

Pur senza scandagliare gli archivi storici è innegabile che, almeno in Italia, l’argomentazione sul tema “ISIS” è, pressapoco, a una dimensione. Niente di male in tutto ciò, è la democrazia bellezza, sennonché… Sennonché viviamo in mondo globale, almeno da un punto di vista virtuale, ma soprattutto glocale e questo da un punto di vista molto, molto reale. Francia: 6 milioni di musulmani, se non erro. Italia: sul milione circa. Ora, non so cosa accade nelle moschee o dove si fa “proselitismo fondamentalista”, ma so cosa accade nella piazza del mio paese, nel bel mezzo della moderna Toscana. All’angolo della yogurteria, cinquanta metri più in là da un paio di kebab, il Comune ha installato un wi-fi libero, sotto il quale assiepati tanti nordaricani e arabi spippolano sul cellulare. Se passi loro accanto, dagli apparecchi nelle loro mani non senti uscire note hip-hop, guaiti di cani e o gemiti di rapporti sessuali, ma frasi in quel che mi pare sia l’idioma arabo. Dal basso della mia ignoranza, mi vien sempre di pensare che stiano leggendo la realtà che li circonda dalla loro dimensione. Mi domando perché non attingano ai nostri programmi televisivi, ai nostri quotidiani, ai nostri siti web. Poi li guardo, quei programmi, quei giornali e quei siti e mi rispondo. Siamo ambedue figli dell’illusione di continuare a vendere l’immagine del mondo a una sola dimensione, la nostra, reciprocamente. E’ una contraddizione palese: rappresentazioni complementari, in una civiltà fatta di intersezioni quotidiane.
Iniziare noi occidentali per primi, quelli civilizzati appunto, ad introdurre la complessità nel nostro discorso pubblico sarebbe un primo passo. Un tempo ci pensavano gli intellettuali engagé, ma di loro si sono perse le tracce.

22 novembre 2015

La Siria in un disegno

Una clip racconta su YouTube in 9 minuti le radici della crisi siriana. Ha raggiunto milioni di visualizzazioni sui social network, ma è diventata veramente virale dopo gli attacchi di Parigi.

 

 

Due designer di Madrid l’hanno realizzata in due settimane. Interessante la motivazione: «Quando parlavamo con altra gente si evidenziava sempre di più il tema del perché i rifugiati portassero con loro gli smartphone, ma nessuno si chiedeva quale fosse la situazione economica e sociale della Siria».

18 novembre 2015

Non avrete il mio odio

Segnalato da Giorgio Chiaffarino nella versione francese originale, sono alte, laicamente alte, queste parole di Antoine Leiris, la moglie uccisa dai terroristi di Parigi. Le proponiamo nella traduzione di Massimo Gramellini sulla Stampa: di ieri. 17 novembre:

 

«Venerdì sera avete rubato la vita di una persona eccezionale, l’amore della mia vita, la madre di mio figlio, eppure non avrete il mio odio. Non so chi siete e non voglio neanche saperlo. Voi siete anime morte. Se questo Dio per il quale ciecamente uccidete ci ha fatti a sua immagine, ogni pallottola nel corpo di mia moglie sarà stata una ferita nel suo cuore. Perciò non vi farò il regalo di odiarvi. Sarebbe cedere alla stessa ignoranza che ha fatto di voi quello che siete. Voi vorreste che io avessi paura, che guardassi i miei concittadini con diffidenza, che sacrificassi la mia libertà per la sicurezza. Ma la vostra è una battaglia persa.

 

L’ho vista stamattina. Finalmente, dopo notti e giorni d’attesa. Era bella come quando è uscita venerdì sera, bella come quando mi innamorai perdutamente di lei più di 12 anni fa. Ovviamente sono devastato dal dolore, vi concedo questa piccola vittoria, ma sarà di corta durata. So che lei accompagnerà i nostri giorni e che ci ritroveremo in quel paradiso di anime libere nel quale voi non entrerete mai. Siamo rimasti in due, mio figlio e io, ma siamo più forti di tutti gli eserciti del mondo. Non ho altro tempo da dedicarvi, devo andare da Melvil che si risveglia dal suo pisolino. Ha appena 17 mesi e farà merenda come ogni giorno e poi giocheremo insieme, come ogni giorno, e per tutta la sua vita questo petit garçon vi farà l’affronto di essere libero e felice. Perché no, voi non avrete mai nemmeno il suo odio».

16 novembre 2015

Preghiera, silenzio, parole poche e niente armi

Comunicato stampa di Pax Christi

Più di 120 morti e moltissimi feriti, di cui un centinaio gravissimi, sono il frutto dei nuovi attacchi che hanno sconvolto Parigi a 10 mesi dall’attentato a Charlie Hebdo. E che sconvolgono anche noi.

La commozione, il silenzio e la solidarietà alle vittime, alle loro famiglie e a tutto il popolo francese, sono la prima forte emozione che ci ha accomunato a tanti.

Ma, oltre al dovere del silenzio – cos’altro di fronte ad un dolore così grande? – sentiamo la necessità di pronunciare alcune prime parole (altre probabilmente ne arriveranno dopo che avremo più notizie, e sapremo le decisioni dei nostri governanti).

Sono le parole di Papa Francesco, che con voce spezzata ha affermato che nessuna religione, ma neppure alcunchè che possa definirsi umano, può avere qualche attinenza con quanto successo a Parigi. “Usare il nome di Dio per uccidere è una bestemmia”.

Sono anche le nostre parole di sempre, quelle di un Movimento che riconosce nell’essenza del messaggio evangelico liberazione e pace.

Alla violenza occorre reagire in modo determinato e responsabile senza alimentare ulteriori violenze, isolando gli aggressori. E’ indipensabile – e come Pax Christi lo abbiamo ripetuto troppe volte – dire basta alla vendita di armi e non fare accordi economici con chi è direttamente coinvolto in questi progetti di morte. Recentemente abbiamo denunciato la vendita di armi italiane all’Arabia Saudita! Basta, Basta con le armi!!

Costruiamo  una politica di pace con mezzi di pace, la prevenzione nelle nostre città e tra i nostri giovani, il dialogo tra le religioni, una civiltà del diritto. Non vogliamo rassegnarci a logiche di guerra, “non dobbiamo disperare della pace se si costruisce la giustizia” , (card. André Vingt-Trois, arcivescovo di Parigi).

Firenze, 15 novembre 2015

15 novembre 2015

Generazione Isis

Un altro articolo, sempre di Domenico Quirico, ancora sulla Stampa, di oggi domenica 15 novembre, quando ancora ci sentiamo incapaci di di orientamento in ciò che ci accade.

Indottrinamento, arti marziali, martirio come unico fine. Per gli uomini di Al Baghdadi esiste solo la lotta e l’odio
14 novembre 2015

Io jihadista…

Un interessante articolo di Domenico Quirico sulla Stampa del 12 novembre, leggibile on line:

Io jihadista, vi racconto la mia  guerra santa contro gli infedeli”

 

Il tunisino Abu Rahman si è arruolato con Al Qaeda prima in Iraq e ora in Siria: “Uccido nel nome di Dio per dovere e non per scelta. Così aiuto i fratelli musulmani”

8 novembre 2015

Bilancio di EXPO

Sul Manifesto on line si può leggere una interessante bilancio di EXPO nell’intervista con il sociologo Aldo Bonomi:

Chiude l’esposizione universale, per il sociologo il bilancio è in chiaroscuro: «I grandi eventi possono essere socialmente positivi, ma modello vincente è l’inclusione»

Continua…

21 ottobre 2015

Un bonus per comprare una pistola

Dopo le ovazioni al pensionato che ha ucciso un giovane ladro che aveva tentato di derubarlo in casa sua, può fare riflettere anche questa nota inviata da Renato Sacco del movimento pacifista Paxchristi:

Mi sono arrivati tanti auguri.. Sono prete da 36 anni.. ma contemporaneamente qualcuno mi ha anche segnalato la notizia di Gianluca Buonanno…, europarlamentare, sindaco e pro sindaco a pochi km da dove abito, ha offerto come Comune un bonus di 250 € ai cittadini che vogliono comprare una pistola... Che dire? Buonanno lo conosciamo, purtroppo!! e non aggiungo altro!! Ma lui è stato votato da molte persone… Veramente tante! E sappiamo che il pesce per vivere ha bisogno dell’acqua intorno!! Questo deve preoccupare!! La tanta acqua che gli sta intorno… Il consenso che ha. Questo deve fare riflettere… Anche me: i primi due anni di sacerdozio li ho vissuti a Varallo Sesia dove lui ora è pro sindaco… Forse ho sbagliato anche io qualcosa come educatore se molti oggi lo votano (E’ vero che sono passati più di 30 anni e lui allora non c’era…). Ora se la prende con il parroco attuale, il caro amico don Roberto a cui va la mia amicizia e solidarietà… Accusato di usare la predica per fare politica… Solita storia.

Preoccupa il consenso al ribasso, al peggio, al razzismo, alla violenza. L’altra sera ho saputo che, secondo una recente indagine, il 50% degli adolescenti italiani è favorevole alla pena di morte. E mi chiedevo: ma questi hanno fatto la Cresima! Cosa hanno colto del Vangelo? Capisco perché a volte nelle riunioni con i genitori si discute di più dei fiori e delle fotografie… Forse inquieta scoprire cosa pensano di altre cose… ?? Magari non è così, lo spero. ma più che le lucide provocazioni di Buonanno, mi preoccupa quel 50% degli adolescenti. E il voto di molti adulti, genitori compresi.»

P.S: a Varallo e Borgosesia ci sono comunque tante persone belle e… paesaggi e opere d’arte molto belle!  –  d. Renato Sacco