14 marzo 2017

 

TRENTA RIGHE DI ATTUALITÀ

Maria Rosa Zerega

 

Attualmente avvertiamo che la nostra società sta scivolando verso populismo, xenofobia, razzismo e rigurgiti di nazi-fascismo. Eppure eravamo convinti, dopo le tragiche esperienze del secolo breve, che alcuni valori, quali libertà, fratellanza e eguaglianza fossero ormai acquisiti; credevamo, con Montesquieu, nello Stato costituzionale e nella divisione dei poteri; credevamo nella solidarietà sociale, nel lavoro e nella difesa dei diritti dei lavoratori.

Pensavamo anche che questi fossero gli ideali fondanti della nostra cultura e società.

Ora le nostre certezze si stanno frantumando.

 

A Occidente, al di là dell’Atlantico, troviamo Trump con le sue politiche xenofobe, gli accordi con Putin, l’isolazionismo, la determinazione a distruggere la riforma finanziaria e il welfare di Obama.

A Oriente Putin si afferma sempre più potente in campo internazionale. Pesante è la sua intromissione in Medio Oriente; la politica isolazionista di Trump gli lascia mano libera in Libia e Ucraina e gli permette di minacciare i Paesi del Nord Europa. In Europa sostiene i leader anti UE (Marine Le Pen, Salvini, Grillo, Wilders) e il premier fascista ungherese Orban. Si teme che possa influenzare le elezioni in Francia e Germania con attacchi hacker.

Sulle coste africane del Mediterraneo si registrano guerre civili, instabilità politica, conflitti con l’Isis.

Nel Medio Oriente è in corso la guerra civile in Siria, con interventi russi e turchi.

In mezzo c’è un’Europa sempre più fragile, che non è stata in grado di governare l’immigrazione. Alle frontiere sono state erette barriere di filo spinato, nei campi profughi dei Balcani migliaia di persone non sanno quale sarà la loro sorte. Il Mediterraneo è diventato la tomba di altrettanti disperati.

All’interno la Brexit ha staccato il Regno Unito dalla Unione Europea, in Ungheria e Polonia sono salite al potere forze politiche di destra, xenofobe e antieuropee.

Negli altri paesi europei avanzano i movimenti populisti, antieuropei, protezionisti, che vogliono bloccare l’immigrazione, promuovere l’uscita dall’euro e rafforzare le frontiere.

 

Di fronte a questa situazione di sfascio c’è solo da sperare nell’esito delle elezioni imminenti in Francia, Germania e Olanda, in modo che i Paesi del nucleo originario, Francia, Germania, Italia, Benelux, a cui si potrebbe aggiungere la Spagna, possano ridare vigore all’Unione Europea. In quest’ottica va valutata positivamente anche la prospettiva di un’Europa a due velocità che consentirebbe a un gruppo di Stati motivati di procedere a una necessaria e più avanzata integrazione nei settori decisivi quali la difesa, la sicurezza e l’economia.

 

Ritornare a un’Europa che crede nei diritti civili, nella solidarietà sociale e nella libertà forse ancora si può, ma occorre lavorare in questa direzione con molta determinazione e forza d’animo, a partire da casa nostra.

 

 

 

 

20 MARZO: ANTICIPO DI PRIMAVERA

 

Di certezze ce ne sono poche e non fa eccezione neppure l’equinozio di primavera che può cadere, secondo il verdetto delle stelle, il 19, il 20 o il 21 marzo, data quest’ultima segnalata come unica dai ricordi scolastici, ma anche dal Concilio di Nicea del 325 a.C. e da Papa Gregorio XIII per via della Pasqua.

L’equinozio, poi, non sarebbe un giorno, ma l’attimo fuggente di una particolare posizione del Sole rispetto alla Terra, un attimo che, per l’Italia nel 2017, cade alle 10, 29 ora solare, 11,29 ora legale, del 20 marzo.

 

Peccato che sfumi un po’ nel cielo la coincidenza del 21 marzo con la giornata mondiale della poesia. Primavera e poesia formano da sempre un binomio per antonomasia e, se non lo suggella quest’anno l’equinozio, possiamo sempre ricorrere alla licenza poetica per festeggiare tra noi con questi versi di Pablo Neruda:

 

Nella notte entreremo
a rubare
un ramo fiorito.

Passeremo il muro,
nelle tenebre del giardino altrui,
due ombre nell’ ombra.

Ancora non se n’è andato l’inverno,
e il melo appare
trasformato d’improvviso
in cascata di stelle odorose.
Nella notte entreremo
fino al suo tremulo firmamento,
e le tue piccole mani e le mie
ruberanno le stelle.

E cautamente,
nella nostra casa,
nella notte e nell’ombra,
entrerà con i tuoi passi
il silenzioso passo del profumo
e con i piedi stellati
il corpo chiaro della Primavera.