12 febbraio 2018

 

QUALCHE RIGA PER COMINCIARE

Giorgio Chiaffarino

 

Le giornate progressivamente si allungano e si comincia ad avvertire il profumo della primavera che qui da noi è più sensibile perché l’inverno è duro quando non è anche portatore di influenze e malattie varie. Così il cambiamento che si preannuncia è una liberazione per la natura, eppure questa primavera – meteorologia a parte – sembra portatrice di temporali e auguriamoci che non siano tempeste. Così, invece, sembrerebbero prevedere gli ambienti della finanza che avrebbero scommesso contro il nostro paese fino a 10miliardi per effetto di una Europa meno stabile per la fine degli interventi della Bce, ma, soprattutto, per l’incerto voto di Roma. L’indice della paura per le Borse europee in un breve momento ha fatto +61%. È a questa situazione alla quale (facile previsione) ci riferivamo commentando i noti fatti di casa nostra: ma le scommesse si possono anche perdere e noi dobbiamo sperare che almeno questa volta così sia!

 

Negli ultimi decenni molti di noi hanno riflettuto su una vigilanza molto allentata su un risorgente razzismo o, semplicemente, fascismo, non in quanto possibilità di risorgenza come fatto politico quanto come virus che avvelena le relazioni tra le persone. Abbiamo dovuto attendere alcuni fatti eclatanti prima di correggere l’ac-quiescenza e far emergere la necessaria reazione. Due occasioni hanno aiutato: il calendario, che ci ha detto degli 80 anni dalle vergognose leggi razziali nel nostro paese, la giornata della memoria del 27 gennaio (arrivo dell’esercito russo liberatore ad Auschwitz) e l’intervento del presidente Mattarella che ha preso una decisione rilevante e molto apprezzata dai più: a sorpresa, dopo una telefonata stile papa Francesco, ha nominato senatrice a vita Liliana Segre. Nonostante tutti i tentativi di minimizzare, o proprio di rimuovere, l‘antisemitismo e il razzismo sono sempre tra noi e ben vengano allora questi momenti di svolta: facciamone tesoro perché sono preziose testimonianze. Non passeranno molti anni e non ci sarà più nessuno dei testimoni a ricordarcele. Se poi, per soprammercato, viviamo momenti drammatici come quelli di Macerata, vien da dire che i commenti sulla razza bianca in fase finale non sono dei lapsus, ma le idee del profondo che emergono quando la vigilanza diminuisce e non c’è nessuno a tirare la giacca: negare l’evidenza e le smentite successive non hanno valore se non per sottolineare come qualcuno valuta i suoi interlocutori.

 

 

DOPO L’INIZIO…

 

Sì, è Sanremo, il festival, e questo l’hanno visto probabilmente in tanti, qualcuno apprezzando con qualche emozione, qualcuno prendendo lo spunto per fare polemica, buttarla sul politico e dire echeccentra con le canzoni: insomma, di questi stranieri non se ne può più, anche il festival ci mandano di traverso…

Certo da vedere, se ve lo siete persi…

 

 

E, forse, non tutte sono solo canzonette…