10 febbraio 2020

 

QUALCHE RIGA PER COMINCIARE

 

Franca Roncari

 

Cominciare che cosa? Cominciare da dove? Cominciare dalla realtà che ci circonda o dal nostro ruolo di cristiani in un mondo laico o indifferente? Se guardo la situazione attuale, politica, sociale, italiana e internazionale, sono tentata di gettare la spugna. Non vorrei riempire questo foglio di lamentazioni o dilungarmi in geremiadi, non vorrei alimentare paure sul rischio di sopravvivenza per la nostra specie. Ecco, no: preferisco cominciare a riflettere sulla possibilità che abbiamo, noi credenti, di testimoniare un mondo diverso. Nota-m cerca Segni di Speranza nella Parola di Dio, dedicando una rubrica apposita a questo tema, ma per una volta vorrei trasferire i segni di speranza in questa pagina iniziale.

 

Nella domenica della liturgia ambrosiana dedicata alla presentazione al tempio di Gesù, si parla di un vecchio saggio, Simeone, un ebreo giusto e pio che, come noi, sperava in un cambiamento della realtà politica del suo paese. Conosceva i testi sacri e sapeva che doveva venire il Consolatore di Israele, ma il tempo passava e le cose non cambiavano mai. Tuttavia, un giorno, sospinto dallo Spirito, si reca al tempio, sperando in qualche novità, magari l’incontro con qualche personaggio importante, un uomo forte che risolverà tutto. E invece incontra una giovane coppia, che nessuno aveva notato, tanto povera da non poter offrire nemmeno un agnellino per il sacrificio rituale e, in braccio alla madre, un bambino che non parlava ancora. Simeone, molto anziano, si commuove e lo prende in braccio. E da quel contatto scaturisce la forza della profezia: capisce che quel bambino è il cambiamento che attendeva. I suoi occhi cominciano a vedere nel bambino la grandezza del disegno di Dio, molto al di là di quello che si aspettava, vede che questo Consolatore non è solo per Israele, ma per tutta l’umanità: «i miei occhi hanno visto la salvezza preparata da Dio per tutti i popoli».

 

E noi? Perché non vediamo i piccoli segni di speranza in tanti avvenimenti della nostra storia attuale? Eventi piccoli e non risolutivi possono essere l’inizio di grandi cambiamenti, se li guardiamo nella prospettiva del disegno di Dio. Non sono forse segni di speranza quelle 30mila sardine accorse a Bologna per dimostrare che c’è anche una Italia che non abbocca alla politica sguaiata, seminatrice di odio e che rifiuta lo straniero? Giovani che si sono mobilitati senza partiti, senza sponsor, senza bandiere e, anziché ricalcare il modello tradizionale delle manifestazioni contro, hanno inaugurato modalità propositive inviando messaggi personali a 1500 sindaci e sostenendo candidati sensibili a valori di rispetto e solidarietà, senza cercare poltrone o compensi.

 

E non è segno di speranza l’iniziativa del giudice Gratteri, procuratore capo di Reggio Calabria, che, mettendo a rischio la propria vita, come Falcone e Borsellino, denuncia i boss della ’ndrangheta, svelando nomi e cognomi per reati di corruzione e commistione con il potere politico?

 

E ancora, non è segno di speranza, il grido di allarme per il nostro pianeta che rischia di essere soffocato dal CO2, prodotto di scarto del nostro benessere? Grido lanciato da una ragazzina di 16 anni, Greta Thumberg, che in pochi mesi ha mobilitato centinaia di migliaia di giovani, dando origine a un movimento di portata mondiale, obbligando all’attenzione i più alti livelli del potere politico internazionale, perché si dia l’avvio a ricerche e investimenti per progetti di risanamento.

Anche la scienza ufficiale studia e incoraggia l’utilizzo di fonti di energetiche alternative, tanto che a Lisbona si sta già sperimentando l’uso dell’olio da cucina esausto per alimentare gli autobus della città.

Pur se le politica energetica americana non è incoraggiante sul tema ecologico, ci sono Stati USA che finanziano interventi per arrivare al consumo energetico pubblico a impatto zero nel 2050; mentre, al di qua dell’oceano, la presidente della Commissione Europea ha lanciato il Green New Deal, una nuova strategia climatica che vuole ridurre le emissioni da gas e carbone e creare nuovi posti di lavoro.

In tutto il mondo sono sorti gruppi di giovani attivisti per il clima, piccoli segnali nei quali possiamo vedere indicazioni dello Spirito. Segnali certo sgraditi alle lobby energetiche del carbone o del petrolio che cercano di squalificare i giovani attivisti, bollandoli come adolescenti velleitari, ma forse il vecchio Simeone vedrebbe in loro quel fragile Salvatore, venuto tra noi come «segno di contraddizione per la caduta e la resurrezione di molti».