9 novembre 2020

 

QUALCHE RIGA PER COMINCIARE

 

Ugo Basso

 

Se ne parla anche troppo. Eppure nemmeno io riesco a cominciare diversamente anche solo per considerare la retorica di chi si ostina a dire (anche a pensare?) che ne usciremo migliori. Non ne usciremo migliori, sempre che ne usciamo, fino a quando non si trova a livello internazionale un diverso modo di vivere, rispetto all’organizzazione sanitaria e all’ambiente. Intanto il virus si diffonde «perché ciascuno pensa solo a sé stesso»: grande verità di Luca Zaia, anche se il pulpito leghista resta non affidabile e non credibile.

 

Questo 2020 ha visto la scomparsa di personaggi a noi molto vicini e maestri: mi limito a Bartolomeo Sorge e a Bruno Maggioni, fra le menti più lucide e le spiritualità più alte del nostro tempo tenuti accuratamente lontano dall’episcopato. Qualcuno ci racconterà che non hanno accettato… Sorge per decenni nel pensiero, nell’azione, nelle pubblicazioni ha fornito una linea di politica credibile e fattibile che avrebbe potuto diventare un breviario per i politici cattolici che, liberi da un partito, dovrebbero farsi riconoscere. E un esempio di lotta alla mafia nella sua permanenza a Palermo con manifestazioni e iniziative che hanno lasciato traccia. Maggioni ha insegnato un criterio per leggere la Scrittura: con un approccio scientifico un messaggio per la vita a testimonianza di quel Dio capovolto che non chiede sacrifici, ma offre sé stesso. Ma era anche il parroco di un piccolo paese in cui dopo la messa offriva salame e vino.

 

Accanto a loro pensiamo a personaggi dello spettacolo e della cultura, diversamente vicini, Ezio Bosso, Gigi Proietti, Sean Connery, Luis Sepúlveda… capaci di far pensare e divertire, perché non possiamo pensare senza mai sorridere, né sorridere senza pensare…

 

Sotto il cielo oscurissimo della crisi della politica, si illumina qualche piccolo segnale per dire che val la pena di resistere sostenendo la democrazia e la libertà: gli americani hanno provato per quattro anni il populismo e si sono pronunciati. Che cosa succede, si chiede Ezio Mauro sulla Repubblica di oggi – 9 novembre – quando il bene della costituzione

la salvaguardia dello Sato di diritto di diritto, il rispetto delle regole e delle leggi, il riconoscimento dei valori e dei limiti di una convivenza democratica viene messo in discussione perché una parte della popolazione si sottrae a questo contratto di libertà che ha bisogno di essere continuamente rinnovato?

 

Forse nei primi decenni dopoguerra ci eravamo illusi, ma libertà e democrazia non sono beni acquisiti per sempre. Se si rompe questo patto «tutto è permesso, tutto è accettato, compreso il negazionismo, il complottismo, le nuove leggende nere sulla dittatura sanitaria».

 

E Trump, con il rifiuto dell’esito elettorale, continua Mauro,

in realtà sta testando per conto di tutto il populismo nazionalista, in ogni Paese, la tenuta dei muri maestri del sistema, […] la permeabilità a una forzatura, ma anche la capacità di reazione della classe dirigente e dei cittadini.

 

Le mura resisteranno? I cittadini sapranno reagire sconfiggendo in tutto il mondo l’estremismo di destra, mentre neppure tanta parte di cattolici fa eco alle denunce di papa Francesco della strumentalizzazione delle religioni a sostegno di autoritarismi, discriminazioni, violenze?