11  ottobre 2021

 

QUALCHE RIGA PER COMINCIARE

Ugo Basso

 

 

L’Italia … consente, in condizione di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni (art 11).

 

È la nostra costituzione: negare le limitazioni di sovranità significa sovranismo, quindi rifiuto di organismi internazionali e disimpegno per la pace. Decisioni di questo tipo, alludo naturalmente alla Polonia a cui aggiungo la richiesta di dodici stati di un muro antimigranti finanziato con il bilancio della comunità, testimoniano che il cantiere dell’Europa non ha prodotto in molti decenni una cultura europea. E non mi faccio illusioni sull’Italia.

 

Dalle elezioni abbiamo avuto una boccata d’aria: nell’orizzonte compatto e oscuro qualche crepa. È un invito a proseguire l’impegno di tutte le energie disponibili per informare, sostenere le istituzioni, ampliare il ruolo dell’Europa. E per denunciare il diffondersi del fascismo – nella variante 2020, tollerato, o più probabilmente sostenuto – dai partiti della destra italiana che non vanno oltre dichiarazioni ambigue e distinguo inaffidabili. Il fantasma del fascismo si dissolve con progetti attraenti, con la trasparenza e la legalità: ma da certi pericoli occorre anche mettere in guardia. Il clima sociale e politico resta lontano da quello di cent’anni fa: ma alcune manifestazioni ne destano preoccupanti ricordi. Finora le forze dell’ordine stanno con le istituzioni.

 

L’astensione di massa, prodotta dall’indifferenza, già indicata più volte anche da Francesco, ma anche dall’obiettiva difficoltà di orientamento è segno di una debolezza politica, di un paese pronto a seguire leader della protesta senza interrogarsi sulla fattibilità e sui rischi: è accaduto quattro anni fa con il movimento allora di Grillo, tuttora il partito di maggioranza in parlamento, e con il successo elettorale della “bestia” di fango e menzogne a sostegno della Lega. Naturalmente c’è chi ha fatto una scelta consapevole, ma la più parte non prende posizione, disponibile, inconsapevolmente, ad avventure che mettono a rischio la democrazia.

 

Ma i 5stelle non promettevano sconquassi – il parlamento aperto come una scatola di sardine – e la sospensione degli organi della rappresentatività costituzionale, rifiutando alleanze e perfino la presenza in televisione? Certe istanze ambientaliste e anticorruzione, di ridimensionamento del costo della politica, di revisione dei grandi appalti erano più che un generico disagio e potevano lasciare immaginare una inedita creatività istituzionale. Come possono oggi rivolgersi agli stessi elettori dopo essere stati prima a destra, poi con il centrosinistra, ben pochi i risultati, diventati un partito normale, non estraneo ai privilegi della casta? Ma già alle origini denunciavamo volgarità e incompetenza come pericoli per il paese. Dalla volgarità si sono felicemente prese le distanze: ma l’incompetenza è stata portata al potere sintetizzata nel devastante uno vale uno.

 

E voti, tanti, sono rastrellati con il sostegno ai no-vax, tanto che non si è neppure dato il necessario rilievo alla scoperta del vaccino antimalarico: risolve una piaga che ha fatto milioni di vittime e reso inabitabili intere zone della terra. Dimentichiamo che i vaccini – da Pasteur a Sabin – hanno allungato la vita dell’umanità, tolte fragilità e paure di cui abbiamo ricordi fortunatamente ormai solo letterari. Oggi la parola vaccino è divisiva, invece di accendere speranze, divide i cittadini, anche in modo violento. Impegno dunque all’informazione e alla solidarietà, comunque.