19 gennaio 2025
QUALCHE RIGA PER COMINCIARE
Dante Ghezzi
È cominciato il duemilaventisei. Non tanto bene.
Ma perché queste azioni? Trump intende, e non esita a dichiararlo, a impadronirsi delle ricchezze petrolifere del paese, senza nessun interesse per la situazione di povertà estrema della popolazione venezuelana o per il recupero della democrazia. Pare anzi che il regime di Maduro, pur decapitato, venga lasciato sopravvivere con la presidente ad interim Rodriguez, figura a sua volta molto discussa: l’importante è che paghi e permetta di fare affari. Contano la forza e il dominio, una mentalità decisamente colonialista, non smentita dalla opportuna liberazione di alcuni prigionieri.
Dopo l’arresto di Maduro, il presidente USA mette in guardia Cuba, Columbia, Messico, Iran che potrebbero essere prossimi obiettivi di attacchi di quello che lui definisce il più forte esercito del mondo. E nel mirino mette anche la Groenlandia, che è parte della Danimarca, territorio che «ci serve per le ricchezze minerarie», in barba alla alleanza atlantica che unisce Europa e Stati Uniti. E il suo ministro degli esteri Rubio avverte: Trump, quel che dice fa, incurante delle regole, del parlamento e delle magistrature internazionali. Per ora le ipotesi sono due: o la compera o la invade militarmente. In occasione della riunione dei «volonterosi» per il sostegno all’Ucraina, l’Europa (Meloni compresa!) ha dichiarato che la Groenlandia va rispettata. Vedremo.
Sull’esempio di Trump, che cosa possono combinare la Russia di Putin e la Cina di Xi? La Russia, già capace di invadere un paese libero come l’Ucrai-na, potrebbe continuare con altri paesi. La Cina non nasconde mire su Taiwan e potrebbe agire a breve. Sembra che nessuno, né all’interno né all’este-ro, sia in grado di fermare Trump. Benjamin Netanyahu deve a Trump la sua sopravvivenza politica: continua la guerra e condanna alla fame la popolazione di Gaza. Possono rappresentare una speranza le elezioni americane di medio termine, in calendario il prossimo novembre, in cui si rinnova metà del parlamento? Se il presidente perdesse la Camera dei deputati, visto il calo di consensi nel paese, riconoscerebbe il responso?
In Europa si diffonde l’idea del riarmo necessario, senza considerare nessuna reale alternativa, ma, senza unità politica, ogni paese fa da sé. Si sostiene che il pericolo è la Russia che potrebbe invadere l’Europa. È un’ipotesi realistica visto che non riesce neppure a prendersi l’Ucraina per avendo perso 350mila soldati? Drammatico il richiamo di papa Leone: i pacifisti vengono derisi e i guerrafondai vanno avanti. Inascoltato: le opinioni pubbliche sono in maggioranza contrarie al riarmo, ma neppure i cattolici trovano posizioni condivise.
E in Italia? La pessima finanziaria, approvata senza discussione e con il voto di fiducia, cioè palese, perché con il voto segreto il governo non si fida della sua maggioranza, ci fa superare le sanzioni europee, ma non sostiene la sanità pubblica, la scuola, lascia i salari fermi a 15 anni fa, non si occupa della povertà in crescita. Il governo poi sostiene, nel dovuto referendum sulla divisione delle carriere dei magistrati, un Sì che, come ha candidamente ammesso il ministro della giustizia Nordio, non realizzerà alcun miglioramento sui tempi eterni dei processi penali e civili. Ci auguriamo che i cittadini sappiano capire.
Dobbiamo davvero rassegnarci a un assetto del mondo illiberale, sottomesso a un colonialismo controllato da pochi autocrati? Ci sarà ancora al mondo chi è disposto a sostenere una società fondata sul diritto e sulla solidarietà, magari fino all’utopia di tutti fratelli?
